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Akatsuki

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Gears of War 2-Recensione
view post Posted on 11/1/2009, 15:22P_QUOTE
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Hentai Fantasy



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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 20:12


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"Polemos è di tutte le cose padre, di tutte re, e gli uni rivela dei e gli altri uomini, gli uni fa schiavi e gli altri liberi"

Nuvole di fuoco sconvolgono la luce del cielo notturno. Sera è uno schifoso pianeta ai confini della galassia, sconvolto da tremende guerre senza fine. Di ciò però non ha molte colpe, la colpa è di chi ci vive. Vecchi miti sui libri raccontano un genere umano che non ha mai conosciuto la pace e che ha sempre ucciso il proprio fratello senza guardarsi mai indietro. Anche quando non era stato ancora scoperto il potenziale economico dell’Imulsion e l'incubo delle locuste era lontano. Forse se la dottoressa Cooper non avesse inventato il processo Lightmass, capace di sfruttare il fluido verde come energia, non ci saremmo trovati coinvolti nella Pendulum War, una tremenda guerra durata settantanove anni. Solo in pochi potrebbero trovare qualcosa di positivo in tutto questo marciume, solo noi della Coalition of Ordered Governements. Senza la guerra non saremmo esistiti, senza di noi non ci sarebbe stata speranza per il futuro. Ordine, diligenza, purezza, lavoro, onore, lealtà, fede e umiltà: questi sono i principi che ci hanno permesso di resistere al giorno dell’emersione, quando in sole 24 ore un quarto della popolazione di Sera perse la vita. Maledette Locuste! Sembra siano passati pochi mesi da quando evacuammo sull’Altopiano di Jacinto invece son passati più di dieci anni, sembra siano passati pochi giorni da quando disertai per salvare mio padre ma arrivai tardi alla East Barricade, sembra ieri il giorno in cui Dominic mi liberò dal penitenziario di Jacinto. Doveva essere l’inizio della fine, ma non fu così. La terribile notte passata sulle strade di Ephyra sfuggendo alla morte seminata dai kryll, l’impossibile viaggio nelle miniere di Imulsion tana dei Corpser, guardare gli occhi spietati di Raam morire, l''esplosione della bomba Lightmass, sono serviti solo a darci un po’ di tregua. Sono passati sei mesi. Dopo il lancio della bomba solare sono apparsi enormi crateri capaci di fagocitare intere città. Montevado e Tollen sono scomparse per sempre e Jacinto, considerata inespugnabile, è vicina alla resa dei conti. Stiamo morendo tutti. Ora basta! Non possiamo più aspettare, è arrivato il tempo di andare a stanarli, ovunque siano: dobbiamo colpire le Locuste lì dove si nascondono, vivono e si riproducono, e distruggerle! Forse l’Operazione Tempesta nel Vuoto sarà l’ultima missione della Squadra Delta ma non abbiamo altra scelta, noi siamo i Gears.


Atto 1: Il ritorno della Squadra Delta

Arrivare al cuore delle locuste e annientarle definitivamente: è questo l’obiettivo della nuova avventura della leggendaria Squadra Delta dei Gears, formata dal sergente pluridecorato Marcus Fenix, il caporale Dominic Santiago, Augustus “Cole Train” Cole e Demon Baird. Meraviglia, soddisfazione ed ammirazione sono le sensazioni che pervadono l’animo del giocatore davanti alla maestosa opera che sembra racchiudere il meglio delle arti antiche e moderne: architettura, pittura, musica, cinematografia sembrano trovare in Gears of War 2 una perfetta alchimia, tenuta segreta ai comuni mortali ma prezioso tesoro conosciuto dagli artisti più grandi. Degno delle sceneggiature hollywoodiane più fortunate del genere action, il plot narrativo riesce a catturare inesorabilmente il giocatore e a tenerlo inchiodato senza tregua davanti allo schermo per ore, fino al termine dell’incredibile avventura di Fenix e compagni.
Se la storia del primo Gears ruotava essenzialmente attorno alla figura carismatica di Marcus Fenix, il canovaccio studiato per il secondo episodio sposta l’attenzione sui catastrofici eventi che coinvolgono l’intero pianeta Sera; la vastità del conflitto globale non sminuisce però l’importanza della Squadra Delta ma, al contrario, la rende assolutamente protagonista e consapevole di essere l’ultima speranza dell’umanità intera. Lo scenario apocalittico fa da perfetta scenografia alle intime vicende dei personaggi che incontreremo nel corso del lungo viaggio e soprattutto alla triste storia che mette in primo piano Dominic Santiago, costretto ad affrontare la decisione più difficile della sua vita. I dialoghi, decisamente più adulti e curati rispetto alla prima avventura, completano alla perfezione il lavoro di caratterizzazione che è stato fatto sui vari protagonisti e vicende del gioco. La modalità campagna, decisamente più lunga e varia rispetto a quella indimenticabile di due anni fa, sa regalare continuamente incredibili sorprese, inoltre introdurrà nuovi personaggi che ci aiuteranno in diverse circostanze come Tai Kaliso, Dizzy e Benjamin Carmine. Suspense, orrore e angoscia crescenti avvinghiano il giocatore e lo lasciano solo dopo circa 15 ore allo stupore della battaglia finale: un’avventura indimenticabile.


Atto 2: Guerra totale

Tutto ciò che è stato il primo Gears of War è stato ripreso ed elevato all’ennesima potenza dai ragazzi di Epic. La strana sensazione di deja vu che si prova all’inizio dell’avventura, all’interno degli angusti corridoi dell’ospedale di Jacinto, riesce ad amplificare enormemente le nostre emozioni davanti all’impressionante vastità degli scenari in cui saremo protagonisti una volta usciti dall’edificio. L’iniziale smarrimento cederà ben presto il posto al nostro spirito bellico, fomentato dalle decine e decine di nemici su schermo: Droni, Sniper, Boomer, Guardie Theron, Seeder e Reaver ci si parano contro sovrastati dai giganteschi Corpser e Brumak. Nel cuore della battaglia, a volte a bordo dei Centaur Tank o dei Derrik, scateneremo l’inferno grazie alle vecchie e nuove armi di distruzione di massa: martello dell’alba, troika, mortaio, mitragliatore mulcher falceranno in pochissimi minuti centinaia di locuste ed abbatteranno i mostri più grossi.
Le enormi battaglie campali fanno da eccellente “liaison” all’esplorazione di claustrofobiche locazioni in cui gli scontri a fuoco ricordano le prima avventura dei Gears. Gli oltre cinque milioni di players che hanno combattuto strenuamente per due anni al primo episodio non avranno difficoltà ad affrontare i mille imprevisti della nuova avventura, compresi i nuovi terribili nemici studiati dalle geniali menti Epic. Fanno la loro comparsa in battaglia i mastodontici Brumak, intravisti nella fuga dalla tenuta Fenix nel primo episodio, i Kantus, locuste in grado di uccidere i nemici con onde sonore e di rianimare i compagni caduti, le locuste armate di mortaio, lanciafiamme scorcher e mitragliatrici pesanti mulcher.
E' stato introdotto il livello di difficoltà "facile" per dare la possibilità anche ai neofiti di godersi il gioco fino alla fine senza particolari patemi d'animo mentre i più esperti troveranno pane per i loro denti nella difficoltà "folle", davvero molto impegnativa, anche in co-op.


Atto 3: Scatenate l'inferno

L’introduzione di nuovi nemici e di nuove armi ha spinto il team di sviluppo a ricalibrare la potenza delle stesse in modo da aumentare l’importanza delle scelte strategiche e tattiche da prendere durante le convulse fasi di gioco, sia nella modalità campagna che nelle diverse modalità online. L’arma tipica dell’equipaggiamento C.O.G., il lancer, ha conservato inalterata la sua discreta efficacia negli scontri sulla media distanza ma, usato a baionetta con la motosega avviata, è diventato assolutamente inarrestabile. L’assoluto protagonista di centinaia di scontri ravvicinati, il fucile a pompa gnasher, è l’arma che più di ogni altra ha subito modifiche sostanziali: chi era abituato a fare il fenomeno con carica attiva, capriola e fucilata ravvicinata con conseguente smembramento dell’avversario, dovrà rivedere pesantemente la sua tecnica di combattimento. Per scatenare tutta la potenza distruttiva dello gnasher diventa assolutamente necessario prendere la mira premendo il tasto LT, tecnica davvero complicata quando si è circondati da più di un nemico ma l’unica che consente di non spararci sui piedi; per bilanciare il relativo depotenziamento dalla distanza breve, l'efficacia dei proiettili è aumentata di qualche metro. Potenziate le pistole snub e boltok mentre sniper, boomshot, martello dell’alba, hummerburst ed arco torque non hanno subito cambiamenti rilevanti, fatta eccezione per una minore efficacia della ricarica attiva del fucile da cecchino e la possibilità di eseguire terrificanti headshot con le frecce dell’arco se si mira alla testa.
Come è stato accennato in precedenza, fanno il loro esordio il lanciafiamme schorcer, ideale per fare piazza pulita di qualsiasi nemico si trovi a breve distanza, il mitragliatore di grosso calibro mulcher, pesantissimo da trasportare ma in grado di creare larghi vuoti nelle linee nemiche in pochissimo tempo, il pericolosissimo mortaio capace di scatenare una pioggia di fuoco calibrando a dovere la distanza. Tutte le armi, vecchie e nuove, sono caratterizzate da un nuovi e particolari tipi di esecuzione, eseguibili con i pulsanti Y o B.
Grosse novità per i dispositivi esplosivi da lancio: alle granate a frammentazione ed ai fumogeni si aggiungono le granate ad “inchiostro” che avvelenano l’aria circostante per un breve periodo di tempo. L’utilizzo di tali ordigni consente una strategia di gioco molto più raffinata rispetto al primo episodio del titolo Epic: non solo si possono lanciare ma è possibile incastrarle nelle strutture in modo che vengano innescate e fatte esplodere dagli ignari nemici nelle vicinanze. Da sottolineare che la detonazione di tutte le granate, fumogeni inclusi, è in grado di stordire per diversi secondi i mal capitati. Nel quadro della generale rivisitazione dell'armamentario, appare eccessiva la potenza dei fumogeni, capaci di scaraventarci sul pavimento e stordirci per alcuni istanti lasciandoci alla mercè del fuoco nemico.


Atto 4: Azione

Il fortunatissimo sistema di controllo è stato rivisitato e corretto dai piccoli problemi che lo affliggevano grazie ad importanti migliorie e diverse novità rilevanti. La corsa, la capriola e la copertura sono sempre affidati allo stesso pulsante (A) ma la risposta all’input è molto più precisa ed immediata: difficilmente rivivremo la fastidiosissima esperienza di rimanere incollati alle pareti o ai diversi elementi architettonici mentre siamo impegnati in una fuga disperata. Osannata per lo straordinario sistema di copertura proposto nel primo episodio, Epic è riuscita a migliorare anche quest’aspetto introducendo due importanti novità. La prima consiste nella possibilità di impugnare una pistola ed imbracciare contemporaneamente uno scudo tanto resistente quanto pesante, mentre la seconda dà sfogo a tutta la cattiveria di cui il nostro animo è capace: raccogliere da terra un nemico abbattuto e usarlo come scudo fino alla sua totale distruzione sotto il fuoco nemico. Nei frequenti casi in cui ci troveremo abbattuti non dovremmo più aspettare in modo inattivo l’aiuto dei nostri compagni ma potremo strisciare in cerca di riparo lasciando per terra una lunga scia di sangue. Molti in questi due anni hanno provato ad avvicinarsi al gameplay di Gears of War, fallendo: Gears of War 2 alza il tiro e stabilisce nuovi parametri di confronto, ancora una volta difficilissimi da raggiungere per i futuri titoli action in terza persona.


Atto 5: Il mondo

Dal novembre 2005 Gears of War è rimasto costantemente nelle prime tre posizioni dei titoli più giocati online e questo nonostante la mancanza di modalità e caratteristiche considerate ormai essenziali per il genere action. Matchmaking, sanzioni per chi abbandona le stanze in anticipo, eliminazione del famigerato host power, implementazione di modalità più varie sono le richieste che l’enorme community ha chiesto al team di sviluppo: chiaro, dunque, quanto le attese per Gears of War 2 fossero alte.
Immancabile la possibilità di intraprendere la campagna in modalità cooperativa, che seppur limitata ancora a soli due giocatori, è capace di regalare emozioni irraggiungibili in single player. Davvero impegnativa a livello di difficoltà “folle”, consente comunque la personalizzazione della difficoltà per ogni singolo protagonista in modo da permettere ai più navigati di divertirsi al fianco dei meno esperti settando un livello più alto.
Una straordinaria variante della modalità cooperativa è la nuovissima modalità Orda. Una squadra formata fino ad un massimo di cinque giocatori combatte contro diverse ondate di locuste, sempre più resistenti e precise. L’obiettivo è quello di liberare la mappa da tutti i nemici dell’ondata per passare a quella successiva; al termine di ogni ondata i giocatori superstiti mantengono le armi e la posizione mentre i caduti rinascono nei diversi punti di respawn. Solamente dopo aver raggiunto un’ottima affinità tattica con i propri compagni è possibile riuscire a raggiungere e debellare, ai livelli di difficoltà più alti, la cinquantesima ondata in tutte le mappe del gioco.
Grosse novità anche nelle modalità multiplayer, suddivise in partite pubbliche e private.
Le prime hanno opzioni di personalizzazione piuttosto limitate in modo da garantire una certa uniformità della classifica generale e consentire al matchmaking, finalmente introdotto da Epic, di trovare giocatori dello stesso livello di abilità. Da sottolineare, al momento in cui si scrive, l’eccessiva lentezza del processo di ricerca, soprattutto se paragonato a titoli che da anni offrono tale feature, su tutti Halo 3. Una partita pubblica per iniziare necessita di dieci giocatori, due in più rispetto al primo Gears, e prevede la possibilità di invitare nel proprio team i propri amici: finita dunque l’era in cui ci si dava appuntamento in una determinata mappa sperando di entrare in quella giusta per giocare le cosiddette "classificate" con gli amici. Nella sala d’attesa i componenti delle due squadre possono scegliere il tipo di match e mappa attraverso un sistema di votazione gestito con i pulsanti del joypad, personaggio e arma di partenza.
A differenza delle partite pubbliche, quelle private offrono un livello di personalizzazione molto elevato. L’host può determinare il tipo di match, scambio delle armi, mappa, numero e livello del bot (personaggio controllato dalla cpu); ovviamente non è previsto il macthmaking e i giocatori possono entrare in qualsiasi momento di gioco, sostituendo eventualmente il bot. Nella sala di attesa è possibile scegliere il proprio team premendo il pulsante Y. Da apprezzare la caratteristica che anche per le partite private siano previste le classifiche mentre appare inspiegabile che non sia possibile determinare un ciclo di mappe come avveniva nel primo Gears of War. Ciò determina tempi di attesa, fra una partita e l’altra, davvero estenuanti.
Gears of War 2 propone sette tipi di partite multiplayer, di cui tre sono new entry assolute.

* Zona di guerra è stata la più giocata in questi due anni. L’obiettivo è piuttosto semplice: eliminare con qualsiasi mezzo tutti i componenti della squadra nemica. Non esiste respawn e, una volta abbattuti, si muore dissanguati se i compagni non intervengono in tempo. Nonostante le nuove modalità di gioco introdotte, zona di guerra rimane la più onesta nei confronti del giocatore: ad avere la meglio sarà sempre il più forte.
* Esecuzione è molto simile ma non prevede la morte per dissanguamento quando si viene abbattuti e l’unico modo per eliminare un nemico è quello di andarci vicino e finirlo.
* In Annessione i giocatori devono conquistare determinate zone (mobili) della mappa e difenderle in modo da guadagnare i punti che portano alla vittoria del turno.
* In Guardiano ogni squadra ha nella propria formazione un leader che deve ad ogni costo rimanere in vita per consentire il continuo “respawn” dei compagni uccisi. Parola d’ordine: uccidere il leader nemico il prima possibile per poi procedere eliminando i restanti membri della squadra.
* Molto divertente la modalità Compagno in cui, fino ad un massimo di cinque coppie, si sfidano fino al raggiungimento dei punti necessari per aggiudicarsi la vittoria finale. Ogni coppia è formata da personaggi dello stesso tipo e le regole per uccidere i nemici sono quelle di Esecuzione.
* Re della colina è molto simile ad Annessione ma presenta differenze sostanziali: e’ previsto un solo punto di conquista nella mappa e per guadagnare punti è necessario rimanere all’interno ti tale zona.
* Fa il suo esordio nella serie la famosa modalità Ruba la bandiera, denominata per l’occasione Capitolazione. L’obiettivo è catturare un arenato armato fino ai denti, portarlo in una zona precisa della mappa e tenercelo prigioniero per un determinato periodo di tempo.

Difficile non riuscire a trovare un tipo di match online che si adatti alle proprie caratteristiche di gioco sia tecniche che tattiche. Rispetto al primo Gears of War l’approccio al gioco online deve essere necessariamente rivisto anche dai più esperti e come stile di gioco si avvicina molto a quello della modalità campagna. Se prima l’arma determinante era lo gnasher, oggi l’introduzione delle nuove armi e la ricalibrazione delle vecchie, in particolare del lancer, obbliga a strategie prima improponibili. Avvicinarsi al nemico con il fucile a pompa nella maggior parte dei casi significa andare incontro a morte certa: questo farà sicuramente storcere il naso a chi era abituato ad affrontare in solitario più di un nemico alla volta obbligandolo a cercare un’intesa maggiore con il proprio team. L’obiettivo di Epic di dare più rilevanza ai movimenti sincronizzati della squadra piuttosto che ad iniziative individuali è stato raggiunto non solo grazie al nuovo bilanciamento delle armi ma anche curando in modo adeguato le dieci nuove mappe. Molto più vaste e ricche di elementi strutturali dietro cui ripararsi, sono state chiaramente studiate per esaltare la potenza distruttiva delle armi a lunga gittata come il mortaio, il mulcher, lo sniper e il lancer o per nascondersi nei numerosissimi anfratti armati di motosega. Inoltre da sottolineare come le mappe risultino più "aperte" con accessi multipli alle stesse zone per cui è d'obbligo guardarsi sempre le spalle! Per non rendere troppo traumatico l'abbandono del primo Gears, Epic propone cinque vecchie mappe (Ingorgo, Stazione, Palazzo, Canali e Sottopassaggio) arricchite dalla straordinaria cosmesi ambientale consentita solo dall'incredibile potenza dell'Unreal Engine . Queste mappe sono scaricabili solo col codice abbinato al disco originale e Epic ne ha sfruttato il forte richiamo per smascherare in qualche modo i possessori di copia pirata. Una volta organizzate le squadre per il multiplayer, il nick di chi non ha queste mappe lampeggia inesorabilmente in arancione impedendo a tutti di giocare le mappe bonus. Uno stratagemma decisamente originale ma che è destinato a mortificare il mercato dell'usato visto che il codice è utilizzabile una sola volta e non "migra" insieme al gioco non essendo strettamente associato ad esso.


Atto 6: la nuova arte

Difficile trovare parole per descrivere l’emozione che si prova davanti allo schermo. Dopo aver lanciato il gioco rimarrete attoniti e senza parole per ciò che vedrete. Il motivo che accompagna i menu si affida a una melodia tenue e malinconica, calmo preludio al fragore della guerra che andremo ad affrontare. Non appena vi lancerete in battaglia, vi renderete conto del lavoro svolto per non deludere le aspettative. Gli sviluppatori della Epic sembra abbiano fissato un nuovo limite alle potenzialità della console di casa Microsoft. Il termine di paragone per tutti ora è GoW2 ma la trilogia è annunciata e siamo sicuri che alla Epic sapranno migliorarsi ancora.
Quello che si muove sullo schermo non è una semplice scrittura su codici informatici complicati, ma è un complesso progetto artistico che ha lo scopo di affascinare il giocatore. Gli scenari sono quanto più evocativi possibili, ma soprattutto non lasciano quel senso di monotonia provato nell'illustre predecessore, riuscendo a variare con l’avanzare del gioco attraverso architetture e situazioni di volta in volta diverse. L’effetto “a perdita d’occhio” è più rimarcato e facilmente vi soffermerete solo per ammirare il paesaggio. Le textures hanno subito un prezioso miglioramento risultando corpose e ben definite, con una ricchezza i particolari mai vista prima. Alla stessa stregua gli effetti particellari sono stati implementati con maestria, al fine di ricreare, nei limiti del possibile, situazioni credibili e realistiche. Durante le battaglie saranno le esplosioni, il fuoco e persino le viscere nemiche a mostrare la bontà del motore grafico, anche grazie a un sapiente uso delle luci anch’esso maestoso e poetico, in grado si sottolineare nel migliore dei modi l'azione. L'interazione con l'ambiente è aumentata ma ha le sue contraddizioni, è possibile sbriciolare colonne sotto il proprio fuoco ma non fino a provocarne il crollo, è possibile interagire con determinati oggetti ma non con altri che sembrano ancorati al terreno. Ovviamente non si tratta di una distrazione ma è una pura scelta tecnica, implementare una interazione totale con l'ambiente oggi è improponibile soprattutto alla luce dell'immane lavoro grafico presente in Gears, dei milioni di poligoni gestiti in tempo reale e della vastità delle zone.
L’elevato dettaglio e la limitata velocità d'accesso al disco talvolta rendono difficile caricare subito alcuni elementi, causando qualche rallentamento prima di poter ammirare le vesti grafiche in tutto il loro splendore. Installando il gioco su hard disk invece la situazione migliora notevolmente in ogni fase di gioco, sia offline che online.

La notevole esperienza visiva trova alleato fidato nel comparto sonoro. Le battaglie godono di un’intensità emotiva unica grazie agli effetti sonori e le musiche d’arrangiamento, create da Steve Jablonsky (Tensformers: il film, Metal Gear 2 tra i tanti). Per ogni istante di gioco è stato studiato il giusto motivo, dal sapore epico o desolante, graffiante o ruggente. Anche quando la musica non padroneggia, ci saranno i “rumori” a tenerci compagnia. Il sibilo di proiettili vaganti, il boato sordo delle esplosioni in lontananza, le urla nemiche e alleate che creano un crescendo unico ed avvolgente. Il cast dei doppiatori ci immerge ancora di più nel gioco e le voci ormai diventate amiche si sentono ”vicine” come se i personaggi ci accompagnassero in prima persona attraverso lo svolgimento della trama. Ancora una volta il doppiaggio non sfigura nei confronti delle ben più blasonate produzioni nipponiche e statunitensi. Emozione: è questa la parola che regna sovrana per tutta la produzione tecnica e artistica del gioco


Epilogo: Sera ha bisogno di noi

Abbiamo aspettato Gears of War 2 due anni durante i quali abbiamo letto centinaia di news ed articoli, guardato decine di video in game, ascoltato attentamente Cliff Bleszinski: abbiamo sognato ad occhi aperti. Oggi Gears of War 2 è realtà. Il risultato è un prodotto eccellente che vede la sua maggiore pecca nella lentezza del matchmaking e nel fastidioso lag che assilla le partite pubbliche. Fiduciosi in una patch che risolva il problema possiamo affermare a gran voce che il titolo Epic è una impressionante espressione artistica applicata ad un videogame assolutamente fantastico. Armiamoci di lancer, la Squadra Delta ha bisogno di noi, tutti noi.

PRO

* Plot avvincente;
* magnifica realizzazione tecnica ;
* gameplay migliorato;
* modalità orda;
* nuove modalità e opzioni online.

CONTRO

* Macthmaking lento;
* mancanza del ciclo mappe.


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1 La guerra di religione: "in pratica vi state uccidendo per decidere chi abbia l'amico immaginario migliore".
Richard Jeni
2 Siate grati di avere una vita e dimenticate il vostro inutile e presuntuoso desiderio di averne una seconda.
Richard Dawkins
3 Se dio esiste, spero che abbia una buona scusa.
Woody Allen
4 La fede non ti dà le risposte, ti ferma dal porti domande.
Frater Ravus
5 Gli dei sono esseri fragili, basta una zaffata di scienza o buon senso per ucciderli
Chapman Cohen
6 Se ogni religione si sente nel giusto e sa che tutte le altre sono sbagliate... non sono forse tutti in torto?
Kozy
7 Tutte le religioni battono per bene il male, ma stanno tutte attente a non ucciderlo.
Wilfredo Hernandez
8 Per i cristiani trovarsi di fronte a una cosa incredibile è una bella occasione per credere
Michel de Montaigne
9 Che cosa è questo Dio che fa morire Dio per placare Dio?
(Anonimo)
10 Sono circondato da preti che ripetono incessantemente che il loro regno non è di questo mondo, e intanto mettono le mani su tutto quello che possono afferrare.
Richard Dawkins
11 La paura ha creato gli dèi
Lucrezio
12 La Religione è il più grande orrore ed errore dell'Umanità.
Samuele Leotta(Lol)
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Le immagini mostrano coloro che sono degni di essere chiamati uomini e che,ha distanza di secoli,condividono lo stesso pensiero:
"Non è la specie più forte a sopravvivere, nè la più intelligente, ma quella più pronta al cambiamento."
 
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view post Posted on 11/1/2009, 15:31P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/11/2009, 21:07


è Bellissimo l'ho quasi finito!!..

 
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view post Posted on 11/1/2009, 15:51P_QUOTE
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Hentai Fantasy



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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 20:12


:P io l'ho finito due volte........mi manca difficile e folle che ho già iniziato!!!! :D :D

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1 La guerra di religione: "in pratica vi state uccidendo per decidere chi abbia l'amico immaginario migliore".
Richard Jeni
2 Siate grati di avere una vita e dimenticate il vostro inutile e presuntuoso desiderio di averne una seconda.
Richard Dawkins
3 Se dio esiste, spero che abbia una buona scusa.
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4 La fede non ti dà le risposte, ti ferma dal porti domande.
Frater Ravus
5 Gli dei sono esseri fragili, basta una zaffata di scienza o buon senso per ucciderli
Chapman Cohen
6 Se ogni religione si sente nel giusto e sa che tutte le altre sono sbagliate... non sono forse tutti in torto?
Kozy
7 Tutte le religioni battono per bene il male, ma stanno tutte attente a non ucciderlo.
Wilfredo Hernandez
8 Per i cristiani trovarsi di fronte a una cosa incredibile è una bella occasione per credere
Michel de Montaigne
9 Che cosa è questo Dio che fa morire Dio per placare Dio?
(Anonimo)
10 Sono circondato da preti che ripetono incessantemente che il loro regno non è di questo mondo, e intanto mettono le mani su tutto quello che possono afferrare.
Richard Dawkins
11 La paura ha creato gli dèi
Lucrezio
12 La Religione è il più grande orrore ed errore dell'Umanità.
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view post Posted on 13/1/2009, 19:57P_QUOTE
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Chunin

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/5/2009, 15:46


E ovviamente è solo per 360... ahahah!!! :lol:

Sono destinato a vagare solitario e inseguire il mio conforto che risiede al di là di queste frontiere. Affronterò il mio viaggio e qualunque suo ostacolo, delle mie sofferenze io farò la mia forza, combatterò senza mai una tregua, perchè ogni dolore nutrirà il mio trionfo, ed esso sarà, quando io e te ci uniremo nello scorrere del tempo. Saremo vita dell' universo e materia dell' infinito. E finalmente saremo una sola entità. Finalmente saremo immortali.

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il 92% dei ragazzi ascolta musica rap o hip-pop solo l'8% ascolta rock,punk o metal,se sei fra questo 8% copia e incolla questa frase nella tua firma

Tutti gli uomini ridono, piangono, amano, odiano, combattono per i loro ideali, muoiono per essi divenendo immortali o tacciono cadendo nell' oblio...e tutti noi in fondo non cerchiamo altro che un respiro di pace, un attimo eterno di vera felicità di una vita che tristemente irrilevante
nel tempo e nello spazio è destinata a sparire...
 
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3 replies since 11/1/2009, 15:22
 
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